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FAQ

Benvenuto nella sezione FAQ di Develey, lo spazio dedicato a risolvere ogni tuo dubbio sul mondo delle salse e dei condimenti. Sappiamo quanto sia importante portare in tavola prodotti non solo gustosi, ma anche sicuri e adatti alle specifiche esigenze alimentari di tutta la famiglia.

Che tu stia cercando informazioni sulle salse senza glutine per chi soffre di celiachia, sulle migliori opzioni per una dieta vegana, o che tu voglia scoprire quali sono i condimenti con meno calorie per mantenerti in forma, in questa pagina troverai tutte le risposte. Abbiamo raccolto le domande più comuni sui nostri prodotti, facendo chiarezza su temi fondamentali come la presenza di allergeni e lattosio, le indicazioni per il consumo sicuro di salse in gravidanza e i prodotti più indicati per l’alimentazione dei bambini o per diete specifiche (come quella chetogenica o per diabetici).

La trasparenza è il primo ingrediente delle nostre ricette. Esplora le domande frequenti qui sotto per conoscere meglio i valori nutrizionali e le caratteristiche dei tuoi condimenti preferiti e continuare ad arricchire i tuoi piatti con il gusto inconfondibile di Develey, in totale tranquillità.

Salse e diete speciali

Le salse vegane sono quelle prive di ingredienti di origine animale: uova, latticini, miele e derivati. Rientrano generalmente in questa categoria ketchup, senape, salsa barbecue, sweet chili, salsa messicana e la maggior parte delle salse a base di pomodoro e spezie. Maionese classica, dressing Caesar e salse a base di yogurt o panna non sono invece vegane nella formulazione tradizionale. Per ogni prodotto è sempre consigliabile verificare l'etichetta, poiché le formulazioni possono variare.
Per legge, tutti gli allergeni presenti in un prodotto alimentare devono essere dichiarati obbligatoriamente in etichetta, evidenziati in modo leggibile - solitamente in grassetto. I 14 allergeni principali regolamentati dalla normativa europea includono glutine, uova, latte, soia, senape, sesamo, frutta a guscio, pesce, crostacei e molluschi. Un produttore serio indica inoltre la possibilità di contaminazioni crociate con altri allergeni presenti nello stabilimento produttivo. Leggere sempre l'etichetta rimane la prima forma di tutela.
Molti condimenti sono naturalmente privi di glutine nella loro formulazione base: ketchup, maionese, senape, salsa barbecue, salse a base di pomodoro e spezie. Tuttavia la presenza del glutine può dipendere da ingredienti aggiuntivi o da contaminazioni crociate durante la produzione. Per chi è celiaco è fondamentale scegliere prodotti che riportino esplicitamente la certificazione "senza glutine" sulla confezione.
Sì, molte salse sono adatte ai celiaci, a condizione che riportino la certificazione "senza glutine" in etichetta. La semplice assenza di ingredienti contenenti glutine nella ricetta non è sufficiente per garantire la sicurezza di un celiaco: è necessaria anche l'assenza di contaminazioni crociate durante la produzione. I produttori seri sottopongono i propri prodotti a test specifici e ottengono certificazioni riconosciute a livello internazionale.
Dipende dalla tipologia. Ketchup, senape, salsa barbecue, salse a base di pomodoro e spezie non contengono lattosio. Maionese classica, Dressing French senza lattosio, dressing allo yogurt, salsa cheddar, sour cream e tutte le salse a base di latticini contengono invece lattosio in quantità variabile. Chi ha un’intolleranza severa deve verificare attentamente la lista degli ingredienti e preferire prodotti esplicitamente certificati come privi di lattosio.
Le salse meno caloriche sono generalmente quelle a base acquosa e acida: la senape è tra le più leggere con circa 60–90 kcal per 100 g, seguita da ketchup e salsa barbecue intorno a 100–130 kcal per 100 g. I dressing a base di yogurt si attestano tra 80 e 150 kcal per 100 g. Le salse più caloriche sono invece quelle a base di olio e grassi come la maionese classica, che supera i 650 kcal per 100 g. La porzione tipica da 15–20 g riduce comunque significativamente l'impatto calorico reale.
Dipende da cosa si intende per "più salutari". Le salse light hanno generalmente meno grassi e meno calorie rispetto alle versioni classiche, il che le rende una scelta sensata in un regime alimentare controllato. Tuttavia per ridurre i grassi spesso si aggiungono addensanti, amidi o altri ingredienti che modificano il profilo nutrizionale. Non sono necessariamente più salutari in senso assoluto, ma possono essere una scelta più equilibrata se consumate con consapevolezza.
La maggior parte delle salse industriali è sicura in gravidanza, poiché utilizza ingredienti pastorizzati e processi produttivi controllati. La maionese industriale - a differenza di quella fatta in casa con uova crude - è sicura grazie all'utilizzo di uova pastorizzate. È invece consigliabile moderare il consumo di salse molto piccanti, ricche di sodio o con ingredienti irritanti. In caso di dubbi specifici è sempre opportuno consultare il proprio ginecologo.
Sì, la maionese industriale è sicura in gravidanza perché prodotta con uova pastorizzate, che eliminano il rischio di contaminazione da salmonella. È invece sconsigliata la maionese fatta in casa con tuorli crudi non pastorizzati. Come per tutti gli alimenti, la moderazione rimane la regola: la maionese è un condimento calorico e ricco di grassi, quindi va consumata in quantità ragionevoli all'interno di una dieta equilibrata.
Le salse più adatte ai bambini sono quelle con un profilo di gusto delicato e senza componenti piccanti o troppo acide. Ketchup, maionese classica e senape dolce sono generalmente ben accettate dai bambini e sicure dal punto di vista alimentare. È consigliabile evitare salse piccanti, molto speziate o con un elevato contenuto di sodio nei bambini piccoli. Come sempre, la moderazione nelle quantità è il criterio principale da seguire.
Chi soffre di diabete deve prestare attenzione principalmente alle salse con alto contenuto di zuccheri aggiunti, come ketchup, salsa barbecue e alcune salse agrodolci. Le scelte migliori sono senape, maionese classica, dressing a base di olio e aceto e salse a base di yogurt non zuccherato. È sempre utile confrontare le tabelle nutrizionali e in particolare i valori di "carboidrati di cui zuccheri" per 100 g. Il consiglio di un diabetologo o nutrizionista rimane il riferimento principale per la gestione dell'alimentazione.
Sì. La dieta chetogenica prevede un apporto minimo di carboidrati, quindi le salse più adatte sono quelle a basso contenuto di zuccheri. Maionese classica, senape, dressing a base di olio, salse a base di panna e formaggi sono generalmente compatibili con un regime chetogenico. Ketchup, salsa barbecue, sweet chili e salse agrodolci hanno invece un contenuto di zuccheri troppo elevato per essere consumate liberamente. Verificare sempre i valori nutrizionali per 100 g prima di includere una salsa in una dieta keto.

Conservazione e sicurezza alimentare

Le salse in busta monodose sono progettate per essere consumate in un'unica soluzione e non richiedono refrigerazione prima dell'apertura, grazie al confezionamento ermetico che preserva il prodotto. Una volta aperta, la monodose va consumata immediatamente e non conservata. Le monoporzioni sono ideali per uso professionale - ristoranti, bar, catering - e per chi desidera praticità e igiene massima nel consumo quotidiano.
Sì, sempre. Su tutte le nostre etichette è presente "Dopo l'apertura conservare in frigorifero." Dopo l'apertura, maionese, dressing, salse a base di uova o latticini devono essere conservate obbligatoriamente in frigorifero. Ketchup e senape hanno una maggiore stabilità grazie alla loro acidità naturale, ma anche questi prodotti beneficiano della conservazione a temperature basse dopo l'apertura, specialmente in estate. Fare sempre riferimento alle indicazioni riportate sulla confezione.
Dipende dal tipo di prodotto e da quanto è superata la data indicata. Per i prodotti con la dicitura "da consumarsi preferibilmente entro" - la maggior parte delle salse - la data indica il termine ottimale di qualità, non di sicurezza: il prodotto può essere ancora sicuro da consumare ma con caratteristiche organolettiche degradate. Per i prodotti con "da consumarsi entro" la data è invece un limite di sicurezza da rispettare. In ogni caso, se il prodotto presenta odori anomali, cambiamenti di colore o muffe visibili, non va consumato indipendentemente dalla data.
Sulle confezioni alimentari compaiono due tipi di date con significati diversi. "Da consumarsi entro il" - seguito da giorno, mese e anno - indica la data di scadenza vera e propria: oltre quella data il prodotto non è più sicuro. "Da consumarsi preferibilmente entro" indica invece il termine minimo di conservazione: il prodotto oltre quella data potrebbe aver perso parte delle sue qualità organolettiche ma non è necessariamente pericoloso. La maggior parte delle salse industriali riporta la seconda dicitura.
La differenza è sostanziale dal punto di vista della sicurezza alimentare. "Da consumarsi entro" è una data di scadenza reale, obbligatoria per prodotti altamente deperibili come carne fresca, pesce e alcuni latticini: oltre tale data il consumo è sconsigliato per ragioni di sicurezza. "Da consumarsi preferibilmente entro" - il cosiddetto termine minimo di conservazione - riguarda prodotti stabili come salse, conserve, pasta e cereali: indica quando il prodotto è al massimo della sua qualità, ma non implica un rischio sanitario immediato se consumato oltre quella data in assenza di alterazioni visibili.
Tecnicamente molte salse possono essere congelate, ma il risultato dopo lo scongelamento è spesso deludente. La maionese e le salse emulsionate tendono a separarsi e perdere la loro consistenza cremosa. Il ketchup e la senape reggono meglio ma possono diventare più acquosi. Le salse a base di pomodoro e spezie sono quelle che sopportano meglio il congelamento. In generale, considerata la lunga shelf life delle salse industriali, il congelamento è una pratica raramente necessaria e consigliata.
Le salse artigianali, prive di conservanti e processi di stabilizzazione industriale, durano generalmente molto meno di quelle industriali: da pochi giorni a qualche settimana se conservate in frigorifero. Le salse industriali di qualità - grazie a processi produttivi controllati, pastorizzazione e confezionamento ermetico - possono conservarsi anche 12 mesi prima dell'apertura. Dopo l'apertura, entrambe le tipologie devono essere conservate in frigorifero e consumate nel più breve tempo possibile.
I segnali di deterioramento di una salsa sono generalmente chiari: odore anomalo o sgradevole, formazione di muffe visibili sulla superficie o sul bordo del tappo, cambiamento significativo di colore, separazione eccessiva del prodotto non recuperabile con una mescolata, o consistenza radicalmente diversa dall'originale. In presenza di uno qualsiasi di questi segnali il prodotto non va consumato, indipendentemente dalla data riportata sulla confezione.
Non necessariamente. Molte salse di qualità si conservano a lungo senza conservanti artificiali grazie a ingredienti naturalmente stabilizzanti come aceto, sale e zucchero, che creano un ambiente sfavorevole alla proliferazione batterica. Il confezionamento in atmosfera protettiva o sottovuoto contribuisce ulteriormente alla conservazione. La shelf life dipende più dalla qualità del processo produttivo e del confezionamento, che dalla presenza o assenza di conservanti artificiali.
Dipende dal tipo di salsa e dal tempo trascorso. Senape e ketchup, grazie alla loro acidità, reggono qualche ora a temperatura ambiente senza problemi significativi. Maionese, dressing a base di yogurt o uova e salse cremose non devono invece essere lasciate fuori dal frigorifero per più di 2 ore, specialmente in estate o in ambienti caldi. Oltre questo limite la proliferazione batterica può raggiungere livelli potenzialmente pericolosi. In caso di dubbio è sempre meglio non rischiare.

Abbinamenti e utilizzo in cucina

Le salse classiche per l'hamburger sono maionese, ketchup e senape - da soli o combinati nella cosiddetta "burger sauce". Per un risultato più ricco si aggiunge salsa barbecue o salsa cheddar. Chi ama i sapori più audaci può optare per salsa rosa sriracha o BeeBeeQ. La scelta dipende dagli altri ingredienti del burger: più è ricco di grassi come bacon e formaggi, più una salsa acidula come senape o ketchup bilancia meglio il tutto.
Ketchup e maionese rimangono i classici intramontabili. La salsa pommes - tipica della tradizione belga - è pensata specificamente per le patatine fritte ed è una scoperta per chi non la conosce. Per chi ama i contrasti, sweet chili e salsa barbecue sono scelte originali e molto soddisfacenti. Per approfondire gli abbinamenti con le patatine fritte e lo street food, esplora la sezione Dal fast food allo street food nei Consigli di Gusto.
L'insalata caesar richiede il suo dressing specifico, Dressing Caesar: una salsa cremosa a base di acqua, olio di colza, yogurt parzialmente scremato e pastorizzato, aceto di alcool, zucchero, cipolle, sale, formaggio stagionato grattugiato (con lisozima da uovo) , amido modificato, proteine del latte, spezie (con sedano), succo di limone da concentrato, addensante (gomma di xanthan). Il Dressing Caesar Develey è formulato esattamente per questo abbinamento, garantendo il giusto equilibrio tra cremosità e sapidità che rende la caesar una delle insalate più amate al mondo.
Il pollo alla griglia si abbina a una gamma molto ampia di salse. Per un risultato classico la scelta è tra maionese, ketchup o salsa barbecue. Per un profilo più aromatico una una glassa al miele e senape è eccellenti. Per un tocco fresco il dressing tzatziki o la salsa greca completano il piatto in modo equilibrato. Per ricette complete con il pollo alla griglia visita la sezione Ricette sul sito.
I wrap si prestano a condimenti cremosi che tengono insieme gli ingredienti senza appesantire. Maionese, dressing allo yogurt, salsa greca e tzatziki sono le scelte più equilibrate. Per wrap più ricchi e saporiti la salsa barbecue o la salsa kebab aggiungono carattere. La chiave è dosare bene la quantità: un wrap ben condito non deve essere eccessivamente umido.
Il pulled pork è il territorio naturale della salsa barbecue, usata sia come marinatura durante la cottura che come condimento finale nel panino. Per una versione in stile caroliniano la salsa carolina - a base di aceto e senape - è la scelta migliore. Per un risultato più dolce e affumicato la barbecue classica rimane insuperabile. Per approfondire la preparazione del pulled pork e i suoi abbinamenti esplora i Consigli di Gusto sul sito.
La triade classica dell'hot dog americano è senape, ketchup e relish di cetrioli. In Europa si aggiunge spesso maionese. Per versioni più creative la salsa barbecue, la salsa cheddar e il relish di cipolla sono ottime alternative. Il Chicago style dog prevede senape gialla, relish verde, cipolla, pomodoro e peperoncino - senza ketchup, per rispettare la tradizione locale.
Le ali di pollo si abbinano perfettamente a salse intense e leggermente piccanti. La salsa barbecue è la scelta più classica, ideale come glassa durante la cottura. La sweet chili funziona benissimo come dip. Per chi ama la cucina americana in stile buffalo, una salsa piccante a base di peperoncino e burro è il riferimento tradizionale. Il dressing allo yogurt o la salsa greca completano il piatto come salsa rinfrescante a contrasto.
Il salmone si abbina a salse delicate che ne esaltino il sapore senza coprirlo. La maionese classica o quella leggera sono scelte sicure. La senape dolce con miele è un abbinamento nordico molto riuscito. Il dressing alle erbette o il tzatziki funzionano bene per versioni più fresche e leggere. Per il salmone affumicato la senape in grani è un abbinamento classico della tradizione scandinava.
I tacos tradizionali si accompagnano a salsa messicana, guacamole e sour cream - la panna acida - come componenti fondamentali. La sweet chili aggiunge una nota agrodolce apprezzata nelle versioni fusion. Per tacos di pesce il dressing allo yogurt con lime e coriandolo è una scelta fresca e leggera. La chiave è layering: più salse diverse che si completano a vicenda, piuttosto che una sola dominante.
L'insalata di pollo si presta a condimenti cremosi. Maionese classica, dressing Caesar e dressing allo yogurt sono le scelte più diffuse. Per una versione più leggera il dressing alle erbette o una vinaigrette alla senape aggiungono sapore senza appesantire. Per ispirazione e ricette complete con insalata di pollo visita la sezione Ricette sul sito.
Le bowl - che siano di cereali, legumi o verdure - beneficiano di condimenti cremosi e aromatici. Dressing allo yogurt, tzatziki, salsa greca e dressing Caesar sono scelte eccellenti per bowl di ispirazione mediterranea. Per bowl asiatiche sweet chili e salsa di soia sono più appropriate. La regola generale è abbinare il condimento alla cultura culinaria di ispirazione della bowl.
Il kebab tradizionale si accompagna a salsa kebab, salsa greca o tzatziki. La maionese e la salsa rosa sono aggiunte comuni nelle versioni italianizzate. Per chi ama i sapori più intensi la salsa piccante o la sweet chili aggiungono carattere. Un filo di dressing alle erbette completa il piatto con una nota fresca che bilancia la ricchezza della carne.
La poke bowl di ispirazione hawaiana e giapponese si abbina a condimenti umami e delicati. La salsa di soia rimane il riferimento classico, spesso arricchita con sesamo e zenzero. La sweet chili aggiunge dolcezza. Per una versione più cremosa il dressing allo yogurt con lime funziona bene come alternativa occidentale. Anche la nostra nuova Mango Chili della linea Sauce & Style va bene. L'importante è non eccedere con la quantità per non coprire la delicatezza del pesce crudo.
Lo street food italiano - dalla piadina al panino con la porchetta, dal pane e panelle alla crescia - si presta a condimenti semplici ma di qualità. Maionese, senape e salsa rosa sono i classici. Per versioni più contemporanee la salsa barbecue, il dressing alle erbette e la salsa greca stanno diventando protagonisti anche della cucina di strada italiana. Per approfondire il tema esplora la sezione Dal fast food allo street food nei Consigli di Gusto.
Un panino semplice si trasforma con la scelta giusta del condimento. La maionese aggiunge cremosità, la senape carattere e piccantezza, il ketchup dolcezza bilanciata. Per un risultato gourmet una combinazione di maionese e senape - la classica "burger sauce" - è sempre vincente. Un dressing alle erbette o il tzatziki danno freschezza. La regola è scegliere la salsa in base agli ingredienti del panino: più è semplice il ripieno, più la salsa può essere intensa.
Le verdure grigliate si abbinano a salse fresche e aromatiche che ne completino il sapore affumicato. Salsa greca, tzatziki, dressing alle erbette e yogonese sono scelte classiche. La senape dolce funziona bene con verdure tostate come carote e barbabietole. Per verdure di ispirazione asiatica come pak choi o melanzane grigliate, sweet chili è un abbinamento originale e molto riuscito.
In estate si preferiscono condimenti freschi, leggeri e con un alto potere aromatico. Il dressing allo yogurt, la salsa greca, il tzatziki e il dressing alle erbette sono le scelte più indicate per insalate, grigliate e piatti freddi estivi. La senape - leggerissima in termini calorici - è ottima per vinaigrette veloci. Per ispirazione e ricette estive complete esplora la sezione Consigli di Gusto sul sito.

Storia, cultura e curiosità

La storia del ketchup è più lunga e sorprendente di quanto si immagini. Deriva da una salsa fermentata cinese chiamata "kê-tsiap", a base di pesce e spezie, portata in Europa dai marinai olandesi nel XVII secolo. La versione a base di pomodoro si sviluppò negli Stati Uniti nel corso del XIX secolo, quando il pomodoro smise di essere considerato velenoso.
Le origini della maionese sono contese e avvolte in leggende gastronomiche. La versione più accreditata la colloca a Mahón, città di Minorca nelle Isole Baleari, dove nel 1756 il cuoco del duca di Richelieu avrebbe creato la salsa - chiamata inizialmente "mahonnaise" - per celebrare la vittoria francese sul porto spagnolo. Un'altra teoria la attribuisce alla cucina francese di Parigi. Indipendentemente dall'origine esatta, la maionese si diffuse rapidamente in tutta Europa diventando uno dei condimenti più replicati e amati al mondo.
Il termine italiano "senape" deriva dal latino "sinapis", a sua volta dal greco antico "sinapi". La parola ha radici che attraversano millenni di storia culinaria e commerciale: i semi di senape erano già menzionati nella Bibbia e venivano commerciati lungo le rotte speziere dell'antichità. Il termine inglese "mustard" deriva invece dal latino "mustum ardens" - mosto ardente - riferendosi all'uso originario di mescolare i semi di senape con il mosto d'uva per creare una pasta piccante.
La salsa di soia è considerata il condimento più consumato al mondo in termini di volume, grazie alla sua diffusione capillare in tutta l'Asia e alla crescente popolarità globale della cucina orientale. Nel mondo occidentale il ketchup contende da decenni questo primato, con stime che parlano di miliardi di bottiglie vendute ogni anno. La maionese è invece il condimento industriale più venduto negli Stati Uniti, dove supera il ketchup in termini di fatturato.
In Italia la maionese è storicamente il condimento industriale più acquistato, seguita da ketchup, salse etniche, e poi senape e dressing. Negli ultimi anni il mercato delle salse è cambiato radicalmente con la crescita delle salse etniche, dei dressing e delle salse da burger, spinte dalla diffusione dello street food e della cucina internazionale. Il segmento dei condimenti pronti è uno dei più dinamici del grocery italiano, con una crescita costante delle salse cosiddette "premium" e dei prodotti a base di ingredienti naturali.
La salsa barbecue nella sua forma moderna si sviluppò negli Stati Uniti tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, evolvendosi dalle tradizioni di cottura alla griglia del sud americano. Le prime ricette documentate risalgono agli anni Trenta del Novecento, quando la cultura del barbecue iniziò a diffondersi dal profondo sud verso il resto del paese. La commercializzazione industriale della salsa barbecue prese piede dagli anni Quaranta in poi, con la nascita di brand dedicati e la standardizzazione delle ricette regionali.
La maionese ha più storie di nascita di quante ne meriti un semplice condimento. Oltre alla teoria di Mahón, esiste una versione che la attribuisce alla cucina di corte francese del XVIII secolo, e un'altra che la collega alla tradizione culinaria catalana con la "allioli" - predecessore dell'aioli. Ciò che è certo è che la tecnica dell'emulsione di olio e uova era nota in ambito culinario europeo già nel Settecento, e che la parola "mayonnaise" comparve per la prima volta in un ricettario francese nel 1806.
Il colore giallo brillante della senape - almeno nella versione americana e in molte versioni europee - non è naturale ma deriva dall'aggiunta di curcuma, la spezia giallo-arancio ricavata dalla radice di Curcuma longa. I semi di senape macinati hanno in realtà un colore tendente al beige o al marrone chiaro. La curcuma è stata introdotta per rendere il prodotto visivamente più appetibile e riconoscibile. La senape di Digione e molte senapi artigianali non contengono curcuma e hanno pertanto un colore naturalmente più spento.
Sì, le versioni più antiche del ketchup non contenevano pomodoro. Il "kê-tsiap" cinese originale era una salsa fermentata a base di pesce, simile alla moderna salsa di pesce vietnamita o alla colatura di alici italiana. Quando la ricetta raggiunse l'Europa attraverso le rotte commerciali olandesi e britanniche, venne reinterpretata con ingredienti locali: funghi, noci, ostriche e acciughe. La versione a base di pomodoro è un'invenzione americana relativamente recente, affermatasi definitivamente solo nel XIX secolo.
In Italia esiste una cultura profonda del condimento fresco e artigianale che varia significativamente da nord a sud. Il nord, con la sua tradizione di cucina borghese e influenze francesi e mitteleuropee, ha storicamente una maggiore apertura verso condimenti industriali come maionese e ketchup. Il sud privilegia condimenti a base di olio extravergine, aceto, agrumi e salse fresche di pomodoro. Negli ultimi vent'anni la diffusione dello street food e della cucina internazionale ha progressivamente omogeneizzato le abitudini, con le salse pronte che guadagnano terreno su tutto il territorio nazionale.
Il gusto delle salse è profondamente influenzato dalle tradizioni culinarie locali. I paesi nordeuropei e anglosassoni privilegiano sapori agrodolci e affumicati come barbecue e relish. I paesi mediterranei preferiscono condimenti a base di olio, agrumi ed erbe aromatiche. L'Asia ha sviluppato un universo di salse a base di soia, pesce fermentato e spezie piccanti. Il Medio Oriente predilige condimenti a base di yogurt, tahini e agrumi. La globalizzazione gastronomica sta progressivamente mescolando questi mondi, creando nuovi ibridi e abbinamenti inediti.
Negli ultimi quindici anni lo street food ha trasformato radicalmente il rapporto degli italiani con le salse e i condimenti. L'hamburger gourmet, il kebab, il pulled pork, la poke bowl e il taco hanno portato sulle tavole italiane salse fino a ieri sconosciute ai più: salsa barbecue, sweet chili, tzatziki, sour cream, relish. Questo ha generato una crescita significativa del mercato dei condimenti pronti, con gli italiani sempre più disposti a sperimentare sapori internazionali anche nella cucina domestica. Il confine tra cucina etnica e cucina italiana contemporanea è oggi più sfumato che mai.